Localizzazione

  • Comune: Vernole
  • Provincia: Lecce
  • Indirizzo: Piazza Vittorio Veneto, 54
  • Civico: 54
  • Telefono: 0832899111
  • Fax: 0832892522
  • E-mail: protocollo@comune.vernole.le.it
  • Web www.comunedivernole.it


Altre Informazioni

  • Siti Archeologici:
  • Abitanti: 5000<10000
  • Localizzazione: Costiero
  • Localita:
  • Vernole:

    Vernole, con le sue cinque frazioni e il suo suggestivo territorio, è destinata a scalare rapidamente le vostre priorità una volta giunti nel Salento. Vicina a Lecce e al mare, i suoi gioielli più preziosi sono indubbiamente la città fortificata di Acaya e la riserva naturalistica de Le Cesine. Da questo angolo di entroterra costiero e dalla natura rustica del suo paesaggio agrario derivano una cucina di qualità e l’opportunità di vacanze all’insegna del benessere, a stretto contatto con la storia e la...

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    ... natura. Vernole, centro nevralgico di un territorio dalle tante e suggestive bellezze. Vernole fu popolata sin dall’Età del Bronzo e compresa in un triangolo costituito dagli insediamenti di Acquarica, Acaya e Pisignano dove si concentra un gran numero di monumenti megalitici. La successiva presenza di Messapi, Greci e Romani rafforzò la struttura insediativa di quest’area, prima che in Età Moderna la feudalità imprimesse i segni del suo potere nei centri di Vernole e dei casali circostanti. Diversi sono gli edifici religiosi di Vernole: la Chiesa di San Lorenzo, di epoca normanna, che testimonia l'originario nucleo abitativo della città un tempo chiamato casale di San Lorenzo; la Chiesa di Sant'Anna, edificata nella seconda metà del Seicento con una facciata semplice e lineare interamente in pietra leccese; la Chiesa di Maria Santissima della Visitazione e la Chiesa di Maria Santissima Incoronata, ambedue edificate nel Seicento; e infine la settecentesca Chiesa Matrice di Maria Santissima Assunta, costruita in stile barocco sulle rovine di un precedente edificio. Tra le architetture civili e militari va annoverato il Palazzo Baronale, risalente alla seconda metà del Settecento, che si distingue per l'ampio portale in bugnato. Seguono la colonna votiva di Sant'Anna, dedicata alla santa protettrice di Vernole, e il cinquecentesco frantoio ipogeo denominato Caffa. Interamente nel banco roccioso sopra cui sorge l’attuale piazza Vittorio Veneto, conserva ancora torchi e macine che venivano utilizzate per la lavorazione delle olive. Le masserie dell'entroterra costiero, gli ulivi millenari e l'oasi naturalistica delle Cesine. Il territorio di Vernole è caratterizzato dalla presenza di "pagliare" (ripari ricavati con pietra a secco) e di numerose masserie, quasi tutte fortificate per difendersi dalle incursioni turche. La più importante è forse Masseria Visciglito, un convento gesuitico che nel corso dei secoli ha subito trasformazioni sostanziali. Le antiche origini del sito su cui sorge la masseria sono testimoniate dalla presenza di possenti ulivi millenari, tra i più vecchi d’Europa. Altre masserie di notevole interesse sono Masseria Favarella, Masseria Li Candi e Masseria Pier di Noha. Nella porzione nord-orientale del territorio di Vernole, lungo la costa, si estende per circa 640 ha la riserva naturalistica de Le Cesine, un paradiso di macchia mediterranea, pinete, paludi e canneti, frequentato da fauna e avifauna stanziale e migratoria. Il sistema lagunare è formato da due stagni denominati Salapi e Pantano grande, alimentati da acque piovane e separati dal mare da un cordone di dune sabbiose. L’Oasi è stata istituita nel 1978 a seguito della dichiarazione di interesse internazionale con la convenzione firmata a Ramsar e nel 1980 è stata riconosciuta riserva naturale di popolamento animale. Attualmente l’Oasi è gestita dal WWF e ha sede presso la Masseria Cesine.

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  • Descrizione Info Frazioni:

    Le cinque frazioni di Vernole: Strudà. Piccolo centro di poco più di 1.600 abitanti, è situato a nord del comune capoluogo da cui dista oltre 4 km. Di origine romana, il borgo ha seguito le sorti delle diverse dominazioni succedutesi in Italia meridionale a partire dall’età medievale fino all'arrivo delle famiglie feudali. La chiesa Madre di Santa Maria ad Nives è il principale luogo di culto cattolico del paese, il cui impianto duecentesco è stato radicalmente rivisto da restauri successivi. Seguono la Cappella della Madonna delle Grazie (sec. XVII), i ruderi del Convento dei Francescani Scalzi, soppresso nel 1650, e il Palazzo Baronale Esperti-Saraceno (secc. XV-XVI), che si contraddistingue per la sua mole quadrangolare a presidio della piazza centrale. Al suo interno sono...

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    ... ancora visibili le parti di un ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane, particolarmente utile nei mesi estivi e siccitosi. Le cinque frazioni di Vernole: Acquarica di Lecce. Borgo di circa 1.000 abitanti, ha origini messapiche ed è situato a nord-est del comune capoluogo, da cui dista 2 km. Nelle campagne circostanti, suddivise in piccoli appezzamenti delimitati da muri a secco, è diffusa la coltivazione dell'olivo, il pascolo e il seminativo. I principali edifici religiosi sono rappresentanti dalla seicentesca Cappella della Madonna della Pietà e dalla novecentesca Chiesa di San Gregorio Nazianzeno. Il Castello venne edificato nel 1549 dal feudatario e architetto militare Gian Giacomo dell'Acaya, su commissione di Giovanni Maria Guarino, barone di Acquarica, con l'obiettivo di creare una struttura fortificata che difendesse il casale dalle invasioni turche. Ad Acquarica è presente il sito archeologico dell’insediamento messapico di Pozzo Seccato, una vera e propria masseria fortificata della fine del IV secolo a.C., circondata da possenti mura di fortificazione edificate secondo gli schemi costruttivi dell’antico popolo dei Messapi. Le cinque frazioni di Vernole: Pisignano. Piccolo borgo di 990 abitanti, è l’unica tra le cinque frazioni di Vernole ad essere collocata al di qua della strada provinciale 1, in continuità con l’entroterra salentino. Ha origini preistoriche come testimoniato dal Menhir Materdomini, uno dei più alti della zona. Sviluppatosi in epoca normanna e angioina, successivamente passò sotto il controllo della famiglia feudale dei Dell'Acaya. Le principali strutture religiose sono la Chiesa Madre di Santa Maria Mater Domini, risalente al periodo romanico ma oggetto, tra Cinque e Seicento, di una serie di modifiche in stile barocco. Seguono la seicentesca Cappella di Santa Severina e la settecentesca Cappella di Mater Domini, quest’ultima caratterizzata da una pavimentazione in maiolica. Il Palazzo Baronale Severino Romano di Pisignano è un notevole edificio seicentesco, che si presenta una stupenda balconata. Le cinque frazioni di Vernole: Acaya, la città fortificata. Nel territorio di Vernole è conservato questo piccolo gioiello di architettura militare, Acaya, che con i suoi soli 450 abitanti oggi rappresenta uno splendido e ben conservato esempio di città fortificata. Il suggestivo borgo, nelle sue fattezze attuali, è per gran parte opera di Gian Giacomo dell'Acaya, grande architetto militare e membro di una famiglia feudale stabilitasi nel luogo al seguito degli Angiò. Fu lui nel 1535 a rivedere l’impianto difensivo della cittadella secondo le più avanzate tecniche militari, ammodernando torri, mura, camminamenti, garitte, bastioni e fossato. Il castello ha una struttura trapezoidale e occupa un angolo delle mura cittadine mentre in prossimità degli altri tre angoli sono collocati altrettanti bastioni. All'interno si accede attraverso una porta rinascimentale situata a fianco della torre di nord-est. Il cortile interno ricalca lo schema esterno e da qui si ha accesso alle sale coperte a botte o a crociera, alle carceri e all'ampia scuderia situata sul lato ovest: all'interno di quest'ultima è possibile notare i resti di un frantoio in pietra costruito alla fine del XIX secolo e poi smantellato. Da una scalinata nel cortile si accede al piano superiore riservato a dimora gentilizia. Degna di nota è l'elegante sala ennagonale, usata per scopi residenziali, nella quale spicca la presenza di un fregio figurato che copre l'intero perimetro della sala, contenente anche le effigi di Alfonso e Maria dell'Acaya. Nel corso della ristrutturazione del castello, sul versante settentrionale sono affiorati i resti di una piccola chiesa bizantina, un affresco e le relative sepolture. Le cinque frazioni di Vernole: Vanze. Piccolo borgo di 255 abitanti sito a nord-est del comune capoluogo, ha origine medioevale. La sua fondazione risale infatti alla dominazione bizantina, per opera di alcuni coloni dediti alla cerealicoltura e alla pastorizia. Notevoli sono le strutture fortificate di origine cinquecentesca, come il Palazzo Baronale, con il suo ampio portale a bugnato, la Masseria Baglivi e la Porta Monumentale.

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  • Polizia Indirizzo: Via Sant’Anna
  • Polizia Telefono: 0832892292
  • Infopoint Indirizzo: Largo Castello, Acaya
  • Infopoint Telefono: 0832861141
  • Infopoint Web: +39 3472535235
  • Proloco Indirizzo: Via Chiesa, 10
  • Proloco Telefono: 0832891545 - 349


Vernole, con le sue cinque frazioni e il suo suggestivo territorio, è destinata a scalare rapidamente le vostre priorità una volta giunti nel Salento. Vicina a Lecce e al mare, i suoi gioielli più preziosi sono indubbiamente la città fortificata di Acaya e la riserva naturalistica de Le Cesine. Da questo angolo di entroterra costiero e dalla natura rustica del suo paesaggio agrario derivano una cucina di qualità e l’opportunità di vacanze all’insegna del benessere, a stretto contatto con la storia e la natura.

Le cinque frazioni di Vernole: Strudà. Piccolo centro di poco più di 1.600 abitanti, è situato a nord del comune capoluogo da cui dista oltre 4 km. Di origine romana, il borgo ha seguito le sorti delle diverse dominazioni succedutesi in Italia meridionale a partire dall’età medievale fino all'arrivo delle famiglie feudali. La chiesa Madre di Santa Maria ad Nives è il principale luogo di culto cattolico del paese, il cui impianto duecentesco è stato radicalmente rivisto da restauri successivi. Seguono la Cappella della Madonna delle Grazie (sec. XVII), i ruderi del Convento dei Francescani Scalzi, soppresso nel 1650, e il Palazzo Baronale Esperti-Saraceno (secc. XV-XVI), che si contraddistingue per la sua mole quadrangolare a presidio della piazza centrale. Al suo interno sono ancora visibili le parti di un ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane, particolarmente utile nei mesi estivi e siccitosi. Le cinque frazioni di Vernole: Acquarica di Lecce. Borgo di circa 1.000 abitanti, ha origini messapiche ed è situato a nord-est del comune capoluogo, da cui dista 2 km. Nelle campagne circostanti, suddivise in piccoli appezzamenti delimitati da muri a secco, è diffusa la coltivazione dell'olivo, il pascolo e il seminativo. I principali edifici religiosi sono rappresentanti dalla seicentesca Cappella della Madonna della Pietà e dalla novecentesca Chiesa di San Gregorio Nazianzeno. Il Castello venne edificato nel 1549 dal feudatario e architetto militare Gian Giacomo dell'Acaya, su commissione di Giovanni Maria Guarino, barone di Acquarica, con l'obiettivo di creare una struttura fortificata che difendesse il casale dalle invasioni turche. Ad Acquarica è presente il sito archeologico dell’insediamento messapico di Pozzo Seccato, una vera e propria masseria fortificata della fine del IV secolo a.C., circondata da possenti mura di fortificazione edificate secondo gli schemi costruttivi dell’antico popolo dei Messapi. Le cinque frazioni di Vernole: Pisignano. Piccolo borgo di 990 abitanti, è l’unica tra le cinque frazioni di Vernole ad essere collocata al di qua della strada provinciale 1, in continuità con l’entroterra salentino. Ha origini preistoriche come testimoniato dal Menhir Materdomini, uno dei più alti della zona. Sviluppatosi in epoca normanna e angioina, successivamente passò sotto il controllo della famiglia feudale dei Dell'Acaya. Le principali strutture religiose sono la Chiesa Madre di Santa Maria Mater Domini, risalente al periodo romanico ma oggetto, tra Cinque e Seicento, di una serie di modifiche in stile barocco. Seguono la seicentesca Cappella di Santa Severina e la settecentesca Cappella di Mater Domini, quest’ultima caratterizzata da una pavimentazione in maiolica. Il Palazzo Baronale Severino Romano di Pisignano è un notevole edificio seicentesco, che si presenta una stupenda balconata. Le cinque frazioni di Vernole: Acaya, la città fortificata. Nel territorio di Vernole è conservato questo piccolo gioiello di architettura militare, Acaya, che con i suoi soli 450 abitanti oggi rappresenta uno splendido e ben conservato esempio di città fortificata. Il suggestivo borgo, nelle sue fattezze attuali, è per gran parte opera di Gian Giacomo dell'Acaya, grande architetto militare e membro di una famiglia feudale stabilitasi nel luogo al seguito degli Angiò. Fu lui nel 1535 a rivedere l’impianto difensivo della cittadella secondo le più avanzate tecniche militari, ammodernando torri, mura, camminamenti, garitte, bastioni e fossato. Il castello ha una struttura trapezoidale e occupa un angolo delle mura cittadine mentre in prossimità degli altri tre angoli sono collocati altrettanti bastioni. All'interno si accede attraverso una porta rinascimentale situata a fianco della torre di nord-est. Il cortile interno ricalca lo schema esterno e da qui si ha accesso alle sale coperte a botte o a crociera, alle carceri e all'ampia scuderia situata sul lato ovest: all'interno di quest'ultima è possibile notare i resti di un frantoio in pietra costruito alla fine del XIX secolo e poi smantellato. Da una scalinata nel cortile si accede al piano superiore riservato a dimora gentilizia. Degna di nota è l'elegante sala ennagonale, usata per scopi residenziali, nella quale spicca la presenza di un fregio figurato che copre l'intero perimetro della sala, contenente anche le effigi di Alfonso e Maria dell'Acaya. Nel corso della ristrutturazione del castello, sul versante settentrionale sono affiorati i resti di una piccola chiesa bizantina, un affresco e le relative sepolture. Le cinque frazioni di Vernole: Vanze. Piccolo borgo di 255 abitanti sito a nord-est del comune capoluogo, ha origine medioevale. La sua fondazione risale infatti alla dominazione bizantina, per opera di alcuni coloni dediti alla cerealicoltura e alla pastorizia. Notevoli sono le strutture fortificate di origine cinquecentesca, come il Palazzo Baronale, con il suo ampio portale a bugnato, la Masseria Baglivi e la Porta Monumentale.







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