Localizzazione

  • Comune: Nardò
  • Provincia: Lecce
  • Indirizzo: Piazza C. Battisti, s.n.c.
  • Civico: s.n.c.
  • Telefono: 083383811
  • Fax: 0833567528
  • E-mail: municipio@comune.nardo.le.it
  • Web http://www.comune.nardo.le.it/


Altre Informazioni

  • Siti Archeologici:
  • Abitanti: >10000
  • Localizzazione: Costiero
  • Localita:
  • Nardò:

    Viaggiare per il Salento significa fare un’esperienza unica nel suo genere poiché riesce a coniugare la bellezza di un mare senza eguali ad un patrimonio storico-artistico di grande pregio. Se Lecce è il cuore pulsante del basso Salento, le numerose cittadine della provincia non deludono. È il caso di Nardò che, soprattutto negli ultimi anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nell’offerta turistica grazie ad una seria ed importante politica di rivalutazione del territorio. Nardò è un luogo magico dove arte, storia, cultura e cordialità della gente si fondono insieme per regalare agli ospiti un soggiorno...

    Leggi tutto

    ... indimenticabile. Piazza Salandra, il cuore di Nardò. Il centro storico di Nardò si sviluppa attorno alla splendida Piazza Salandra sulla quale si affacciano gli esempi di architettura barocca più suggestivi della cittadina: la Guglia dell’Immacolata, il colonnato del Palazzo dell’Università (o della Pretura) del XVIII secolo, la più recente Fontana del Toro, del 1930, e il Sedile, sede in passato del governo cittadino (oggi ospita l’Ufficio di Informazioni Turistiche). Dalla piazza si ramificano una serie di strade percorrendo le quali è possibile ammirare le altre numerose bellezze architettoniche che Nardò ha da offrire. In Via XX settembre, ad esempio, si trova il Tempio dell’Osanna dei primi anni del Seicento: il monumento, interamente realizzato in pietra leccese, si caratterizza per la pianta ottagonale e le otto colonne che circondano la colonna centrale che sostiene la cupola. La tradizione vuole che avvenga qui la benedizione dei rami d’ulivo il giorno della Domenica delle Palme. Di grande fascino è il Castello Acquaviva, meglio conosciuto come Palazzo Personè, oggi sede del Municipio di Nardò. Eretto intorno alla seconda metà del XV secolo in concomitanza con l’ascesa della casata degli Acquaviva, la struttura ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. La facciata in stile Liberty è da attribuire alla famiglia Personè a cui si deve anche l’allestimento del giardino ottocentesco.   Luoghi di culto. Il percorso alla scoperta delle chiese più belle di Nardò parte, necessariamente, dalla Cattedrale dell’Assunta, in Piazza Pio XI. Le prime indicazioni sulla chiesa risalgono intorno all’anno Mille, da queste risulta che sia stata costruita sui resti di un’antica chiesa fondata da monaci orientali. La Cattedrale ha subito notevoli cambiamenti nel corso del tempo, a partire dalla facciata realizzata intorno al Settecento. Fra le numerose particolarità si segnala la presenza della statua nota con il nome di Cristo Gnoru (in it. Cristo Nero), realizzata nel XIII secolo in legno di cedro.  È da vedere il Seminario Vescovile, costruito come asilo di mendicità nella seconda metà del Seicento. Anche il Seminario ha subito numerose modifiche, soprattutto in seguito al terremoto del 1743, in particolare la facciata è stata completamente rifatta in stile neoclassico. Ma sono tante le chiese neretine da non perdere, fra queste la Chiesa di San Domenico, che si affaccia sull’omonima piazza, la Chiesa di San Giuseppe in via De Pandi e quelle di Santa Teresa e dell’Immacolata nella centrale Piazza Salandra. La Terra d'Arneo, tra storia, natura e cultura. Con il termine "Arneo" ci si riferisce una vasta porzione pianeggiante del Salento nord-orientale, compresa tra un largo tratto di costa ionica - dalla località di San Pietro in Bevagna fino a Torre dell'Inserraglio - e un'ampio entroterra tra i comuni di Manduria, Salice Salentino, Guagnano, Campi Salentina, Carmiano, Veglie, Leverano, Copertino e Nardò. Sull’origine del toponimo “Arneo” non vi è certezza, la tesi più accreditata lo farebbe derivare dalla presenza di fiumi e paludi o dalla località di "Varneo", sita a nord della masseria Santa Chiara, in cui era situato il Pozzo d’Arneo famoso per la sua abbondante acqua. Un tempo dominato da acquitrini, fitta boscaglia e macchia mediterranea, inframmezzato da casali scomparsi in epoca medievale e da masserie fortificate costruite in epoca moderna, l'Arneo fu uno dei teatri principali della storia del Salento: meta di incursioni piratesche, saracene e turche; riparo per i briganti tra Settecento e Ottocento; territorio di bonifica nei primi decenni del Novecento e luogo in cui si svilupparono aspre lotte contadine, soprattutto nel secondo dopoguerra. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, il paesaggio dell’Arneo è stato radicalmente trasformato da un profondo processo di vignetazione: gli usi e i costumi della popolazione si sono intimamente legati al ciclo di coltivazione della vite e di produzione del vino; le abitazioni rurali, l’urbanistica dei piccoli centri, la rete viaria e quella idrica sono state progettate per rispondere a queste particolari esigenze produttive. L'ambiente costiero è caratterizzato litorali stupendi e acque limpide, da sistemi lagunari, pinete, oasi protette, parchi naturali e da una fitta trama di torri costiere, collegate con le masserie fortificate dell’entroterra al fine di difendere il territorio dalle minacce provenienti dal mare. La particolare posizione geografica dell'Arneo e la densità dei suoi avvenimenti storici restituiscono dunque un paesaggio multiforme, sorprendente nei suoi diversi aspetti naturalistici e rurali: si passa rapidamente dall’argento degli oliveti secolari, al verde delle viti, al blu del mare, ai rossi della terra, al bianco delle costruzioni rurali e al brunito della canicola estiva.   Un tuffo nella natura: la Palude del Capitano e il Parco di Porto Selvaggio. La Palude del Capitano deve il suo nome ad una legenda secondo la quale un vecchio marinaio avrebbe scelto un piccolo tratto di costa dove costruire la sua casa (Casa del Capitano). La Palude è la zona umida fiancheggiata dalla strada che congiunge Torre Sant’Isidoro a Torre Inserraglio; presenta interessanti caratteri botanici e faunistici, fra questi numerosi “sprofondamenti” nel terreno. Le acque salmastre sono alimentate da sorgive direttamente collegate con il mare poco distante attraverso una rete di canali sotterranei. Dal 1980 l’area della Palude ricade nel Parco Naturale di Porto Selvaggio che si estende per circa 1000 ettari. Il Parco ospita ambienti costieri tipici dell’area mediterranea, si segnala una fitta colonia di Pini di Aleppo che si estende fino alla costa regalando ombra e refrigerio nelle assolate mattine estive. Il Parco costituisce una splendida cornice per la piccola insenatura di Porto Selvaggio particolarmente nota per le sue acque cristalline.    

    Chiudi

  • Descrizione Info Frazioni:

    Le frazioni di Nardò. La piccola frazione di Boncore si è sviluppata in seguito alla riforma fondiaria degli anni Cinquanta del Novecento e alla redistribuzione ai contadini delle terre espropriate ai vecchi latifondisti. Negli ultimi anni è divenuta oggetto di espansione immobiliare, soprattutto in funzione turistica, sfruttando la vicinanza con la località balneare di Torre Lapillo. Decisamente più popolosa di Boncore è la frazione di Santa Caterina nel cui territorio si distingue una zona collinare e la parte del lungomare. Le due torri di avvistamento del XVI secolo, richiamano al passato di avamposto di questo tratto di costa, in particolare la Torre dell’Alto segna il confine naturale con le aree protette dei parchi regionali...

    Leggi tutto

    ... (Porto Selvaggio e Palude del Capitano). La più rinomata fra le frazioni di Nardò è Santa Maria al Bagno, una nota località balneare del Salento ionico ma molto frequentata anche in inverno. La località è abitata fin dai tempi più remoti, come testimoniano i numerosi reperti archeologici, di epoca preistorica, rinvenuti in quest’area. A Santa Maria si segnalano la Torre del fiume di Galatea, una struttura di avvistamento anch’essa risalente al XVI secolo e particolarmente connotata per le sorgive di acqua dolce in quel tratto di costa, e il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, situato sul lungomare, in cui sono conservate le testimonianze della presenza ebraica durante la seconda guerra mondiale. Conclude la piccola frazione di Sant’Isidoro, che prende il nome dall’omonima torre di avvistamento che si erge sul litorale sabbioso. La località si caratterizza per la spiaggia bianca e l’acqua cristallina che fanno di Sant’Isidoro un piccolo tratto di paradiso.

    Chiudi

  • Polizia Indirizzo: Via F. Crispi, 99
  • Polizia Telefono: 0833572116
  • Infopoint Indirizzo: Piazza A. Salandra, c/o Sedile
  • Infopoint Telefono: 0833836928
  • Proloco Indirizzo: Via Q. Fabio Massimo, 18, Santa Maria al Bagno
  • Proloco Telefono: 0833574221


Viaggiare per il Salento significa fare un’esperienza unica nel suo genere poiché riesce a coniugare la bellezza di un mare senza eguali ad un patrimonio storico-artistico di grande pregio. Se Lecce è il cuore pulsante del basso Salento, le numerose cittadine della provincia non deludono. È il caso di Nardò che, soprattutto negli ultimi anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nell’offerta turistica grazie ad una seria ed importante politica di rivalutazione del territorio. Nardò è un luogo magico dove arte, storia, cultura e cordialità della gente si fondono insieme per regalare agli ospiti un soggiorno indimenticabile.

Le frazioni di Nardò. La piccola frazione di Boncore si è sviluppata in seguito alla riforma fondiaria degli anni Cinquanta del Novecento e alla redistribuzione ai contadini delle terre espropriate ai vecchi latifondisti. Negli ultimi anni è divenuta oggetto di espansione immobiliare, soprattutto in funzione turistica, sfruttando la vicinanza con la località balneare di Torre Lapillo. Decisamente più popolosa di Boncore è la frazione di Santa Caterina nel cui territorio si distingue una zona collinare e la parte del lungomare. Le due torri di avvistamento del XVI secolo, richiamano al passato di avamposto di questo tratto di costa, in particolare la Torre dell’Alto segna il confine naturale con le aree protette dei parchi regionali (Porto Selvaggio e Palude del Capitano). La più rinomata fra le frazioni di Nardò è Santa Maria al Bagno, una nota località balneare del Salento ionico ma molto frequentata anche in inverno. La località è abitata fin dai tempi più remoti, come testimoniano i numerosi reperti archeologici, di epoca preistorica, rinvenuti in quest’area. A Santa Maria si segnalano la Torre del fiume di Galatea, una struttura di avvistamento anch’essa risalente al XVI secolo e particolarmente connotata per le sorgive di acqua dolce in quel tratto di costa, e il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, situato sul lungomare, in cui sono conservate le testimonianze della presenza ebraica durante la seconda guerra mondiale. Conclude la piccola frazione di Sant’Isidoro, che prende il nome dall’omonima torre di avvistamento che si erge sul litorale sabbioso. La località si caratterizza per la spiaggia bianca e l’acqua cristallina che fanno di Sant’Isidoro un piccolo tratto di paradiso.







Mappa/Localizzazione

Vedi sul tuo navigatore!

Nardò Per te

Viaggiare per il Salento significa fare un’esperienza unica nel suo genere poiché riesce a coniugare la bellezza di un mare senza eguali ad un patrimonio storico-artistico di grande pregio. Se Lecce è il cuore pulsante del basso Salento, le numerose cittadine della provincia non deludono. È il caso di Nardò che, soprattutto negli ultimi anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nell’offerta turistica grazie ad una seria ed importante politica di rivalutazione del territorio. Nardò è un luogo magico dove arte, storia, cultura e cordialità della gente si fondono insieme per regalare agli ospiti un soggiorno indimenticabile.