Localizzazione

  • Comune: Otranto
  • Provincia: Lecce
  • Indirizzo: Via Basilica, s.n.c.
  • Civico: s.n.c.
  • Telefono: 0836871111
  • Fax: 0836801683
  • E-mail: ufficiostampa@comune.otranto.le.it
  • Web www.comune.otranto.le.it


Altre Informazioni

  • Siti Archeologici:
  • Abitanti: 5000<10000
  • Localizzazione: Costiero
  • Localita:
  • Otranto:

    Nel punto più a est della costa adriatica, porta verso l’oriente, giace la meravigliosa Otranto, la città dei Martiri. La cittadella fortificata, con le sue mura, i suoi vicoli, il possente castello aragonese e una delle cattedrali più suggestive di tutta la Puglia, trasudano storia e cultura. Se a questo si aggiunge un territorio densissimo di valori naturalistici e paesaggistici, coste e panorami mozzafiato, e un mare stupendo, ogni altra parola rischia di risultare inutile retorica. Otranto va raccontata ma soprattutto vissuta. ...

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    ...   Il fascino della storia, la bellezza dei luoghi. Sorta in un'area del Salento colonizzata dall'uomo sin dal Neolitico, Otranto fu fondata in epoca messapica e conobbe il suo sviluppo in Età Romana, quando si affermò come una delle città marinare più rilevanti della Puglia. Artigianato e commercio erano fiorenti e incentrati sulla lavorazione della porpora e dei tessuti. L'importanza economica di Otranto era espressa anche dalla presenza di una colta e attiva comunità ebraica e dallo sviluppo del porto, che contribuì a far assumere alla cittadina il ruolo e l'immagine di ponte fra oriente e occidente. Con la fine della dominazione romana, Otranto fu centro bizantino e gotico, poi normanno, svevo, angioino e aragonese. Nella sua cattedrale, completata nel 1088, si impartirono le benedizioni ai crociati in attesa di imbarcarsi per la Terra Santa. Nel 1480 Otranto fu espugnata dai Turchi di Maometto II che fecero strage della popolazione, uccidendo 800 persone che si erano rifiutate di convertirsi alla religione islamica: furono per questo beatificati dalla Chiesa e passarono alla storia come gli 800 Martiri di Otranto.  Nei secoli successivi, la città conobbe un certo declino, a causa del crollo demografico dovuto alla conquista ottomana, al conseguente abbandono e impaludamento di molte campagne e a un più generale spostamento dei traffici marittimi in altre aree del Mediterraneo e sull'Atlantico.  Ciò nonostante, Otranto ha conservato intatta la sua bellezza, che si riflette nella densità architettonica del suo centro storico e nello straordinario significato naturalistico del suo territorio. Per questo motivo, la città esige dal visitatore un'attenzione peculiare, nella paziente scoperta di tutti i suoi valori storico-monumentali e paesaggistici.  Alla scoperta della città dei Martiri. La visita di Otranto comincia dal suo centro storico. L'ingresso principale alla cittadella fortificata è attraverso Porta Alfonsina, su cui campeggia lo stemma di Carlo V. Il portale, assieme alle torri della cinta muraria - due delle quali sono denominate Duchesca e Ippolita - offre un saggio della nuova fortificazione della città realizzata dagli aragonesi dopo la devastazione turca del 1480. Una volta all'interno delle mura, vi si apriranno numerosissime soluzioni tra vicoli, piazzette e bastioni, tutti rigorosamente lastricati e accompagnati dalle possenti palle di granito delle bombarde ottomane, posate agli ingressi dei palazzi gentilizi come monito per i viandanti. Al centro della struttura difensiva vi è il Castello aragonese (1485-89), fatto costruire da Ferdinando d´Aragona inglobando le fortificazioni sveve e i miglioramenti improntati dai turchi durante la loro occupazione. Cinto da un profondo fossato, presenta una pianta pentagonale, tre torrioni difensivi rivolti verso l'entroterra e un affilato bastione a lancia che sporge sul mare, a guardia del porto.  Se da una parte il sistema difensivo aragonese restituisce il fascino guerresco della storia, dall'altra due gioielli dell'architettura religiosa mostrano il volto colto e spirituale della città. Si tratta della piccola ma suggestiva Basilica di San Pietro e della Cattedrale di Santa Maria Annunziata, meglio conosciuta come Cattedrale di Otranto. La prima, risalente ai secc. X-XI, rappresenta un'interessante espressione dell'arte bizantina in Puglia e fu, con molta probabilità, la prima basilica della città, eletta metropoli nel 968. Si distribuisce in tre piccole navate sormontate da una cupola centrale mentre le tre absidi conservano affreschi in stile bizantino databili tra X e XVI secolo. Uno dei momenti più intensi durante la visita al centro antico di Otranto è sicuramente quello alla Cattedrale. Edificata sotto la dominazione normanna e ultimata nel XII secolo, sorge sui resti di un insediamento messapico, di una domus romana e di un tempio paleocristiano. Fortemente rimaneggiata in seguito alle devastazioni turche del 1480, la Cattedrale conserva al suo interno un capolavoro assoluto dell'arte musiva medievale: il mosaico pavimentale realizzato tra il 1163 e il 1165 dal monaco basiliano Pantaleone. Esteso lungo le tre navate, il transetto e l'abside, raffigura un maestoso "albero della vita" con temi tratti dall'Antico Testamento, dai vangeli apocrifi, dai cicli cavallereschi e dal bestiario medievale. Nell'abside della navata destra sono custoditi i resti degli 800 martiri, disposti in diverse teche attorno alla pietra utilizzata dal boia. Al di sotto dell'abside vi è una suggestiva cripta, con affreschi bizantini e sessantotto colonne sormontate da capitelli provenienti da ogni parte del mondo allora conosciuto, collegate tra loro da volte a crociera.  Tra la cittadella fortificata e il resto dell'abitato sono inoltre presenti altri interessanti edifici religiosi, come la Chiesa della Madonna dell'Altomare, la Chiesa Santa Maria dei Martiri e la Chiesa di Santa Maria del Passo. La prima di queste tre chiese, ricostruita nella seconda metà del Settecento e arroccata su uno sperone tufaceo a picco sul mare, è ricca di decorazioni che richiamano la tradizione e l'iconologia marinara. La seconda, con annesso il convento di San Francesco di Paola, fu edificata in stile rinascimentale nella seconda metà del Seicento in sostituzione di una preesistente struttura voluta da Alfonso d'Aragona. La terza chiesa, quella di Santa Maria del Passo, risale al Cinquecento ed è ubicata a metà strada fra la città e il Colle della Minerva, in ricordo degli 800 martiri. Di semplice fattura, presenta un'unica aula rettangolare con volta a botte caratterizzata da un'abside recante l'immagine cinquecentesca della Vergine.  Proseguendo fuori dall'abitato, in direzione sud, si possono incontrare i resti dell'Abbazia di San Nicola di Casole, antico cenobio basiliano fondato nel 1098 da Boemondo I d'Antiochia e distrutto dai turchi nel 1480. Attivissimo centro culturale, ospitò per lunghi secoli una delle biblioteche più prestigiose e importanti d'Europa.  Del tutto peculiare è, infine, l'itinerario delle chiese e delle cripte rupestri, diffuse nelle pertinenze della città e nel suo vasto territorio. Oltre alla Cripta di San Nicola, sita nella cosiddetta "Valle della Memoria", vanno menzionate la Cripta del Padreterno, le Catacombe di San Giovanni e la Chiesa della Madonna della Serra. La Cripta del Padreterno, risalente al X-XI secolo, è ubicata nei pressi del Colle della Minerva ed è interamente scavata nella roccia. Lungo le pareti dell'ipogeo, variamente affrescate, si distribuisce il sedile in pietra. Le catacombe di San Giovanni risalgono all’epoca paleocristiana e compongono un complesso di grotte ipogee collocato sull’omonima collina, probabilmente utilizzato come necropoli. La Chiesa della Madonna della Serra, sita nella parte meridionale del territorio otrantino, al confine con i comuni di Santa Cesarea Terme, Minervino di Lecce e Uggiano la Chiesa, sorge sulla sommità di un'altura appartenente alle cosiddette Serre salentine, da cui prende il nome. Edificata alla fine del Seicento, la chiesa è caratterizzata da una volta a botte e dalla presenza di affreschi parietali.  Un territorio dallo straordinario patrimonio naturalistico e paesaggistico. Il territorio di Otranto, con la sua ampia varietà di habitat differenti, possiede un altissimo valore naturalistico e paesaggistico. Il litorale, esteso per circa 25 km, alterna lunghi tratti sabbiosi, tipici della parte settentrionale, a tratti rocciosi a picco sul mare, che ne caratterizzano invece la porzione meridionale. Un'altra caratteristica della costa otrantina è la presenza di antiche torri di avvistamento, costruite nel Cinquecento da Carlo V per difendere i propri domini dagli attacchi moreschi. Scendendo da nord a sud si incontrano infatti Torre Fiumicelli, Torre Santo Stefano, Torre del Serpe, Torre dell'Orte e Torre Sant'Emiliano. In passato esistevano altre due torri, distrutte nel XIX secolo: Torre Badisco e Torre Palascìa. Quest'ultima giaceva in prossimità dell'omonima Punta Palascìa, anche conosciuta come Capo d'Otranto, che oggi marca il punto più a oriente d'Italia con il suo suggestivo faro ottocentesco. Secondo le convenzioni nautiche, proprio in questo luogo si incontrano il mar Adriatico e il mar ionio. L'entroterra otrantino mostra caratteri difformi, che variano con l’alternarsi della tipica campagna salentina coltivata a vite e olivo, del pascolo, delle antiche aree paludose sottratte alla malaria dalle bonifiche otto-novecentesche, degli appoderamenti della Riforma fondiaria coi suoi filari di pioppo, della macchia mediterranea, delle riserve e delle oasi naturali di interesse comunitario. L'interno è costellato da possenti e affascinanti masserie, spesso fortificate, come i complessi masserizi denominati Consalvi, Panareo, Cippano, Creste, Bandino, dell'Orte, Torre Pinta, Ficola, Maramonte Nuovo, Muzza, Fagà, Cerra, Murrune, Frassanito, Autigne. Nella campagna alle spalle dell'abitato si apre la suggestiva Valle dell'Idro, solcata dall'omonimo fiume che, sgorgando dalla sorgente di Carlo Magno (lungo la provinciale Otranto - Uggiano La Chiesa), percorre la valle e la città per tre chilometri sfociando in mare nei pressi dei giardini pubblici. Il fiume Idro non è l'unico esempio di idrografia superficiale nel territorio di Otranto, dal momento che nelle campagne a nord e a sud dell'abitato si possono notare altre sorgive di acqua dolce, come nelle località Sant'Andrea, Specchiulla, Fontanelle e Santo Stefano. Proprio dall'azione delle sorgive e dallo sfondamento del mare in una depressione dell'entroterra sorgono i Laghi Alimini, distinti nei due bacini di Alimini Piccolo, o Fontanelle, alimentato da acqua dolce che emerge dal sottosuolo, e Alimini Grande, con le sue acque salmastre in comunicazione col mare attraverso un canale di costruzione ottocentesca.   Tra i tesori più preziosi del territorio di Otranto, attrazione per tantissimi escursionisti e amanti della natura, vi sono le tante peculiarità della flora e della fauna locale. Per quanto concerne la flora, la specie più presente è certamente il pino marittimo, cui si affianca il pino d'Aleppo e il pino domestico. Il sottobosco delle numerose pinete ospita, il timo, la salvia a foglia lobata e numerose specie di funghi. La vera protagonista è però la macchia mediterranea, con il lentisco, il mirto, le liane e il timo, alternata a prati di trifoglio, vilucchio, spina bianca e orchidea. Specie a ridosso della costa sabbiosa, lungo le dune dell'Alimini, crescono il rosmarino, il tamarisco, il ginepro, il lentisco. Ulivi, gelsi e fichi restano i padroni indiscussi di un paesaggio agrario abitato da volpi e lepri, donnole, ricci, faine e tassi. La zona dei Laghi Alimini ospita avifauna acquatica e uccelli migratori, difficilmente osservabili in altre aree della provincia: quaglie, beccacce, tortore, tordi, fagiani, folaghe, anatre, cormorani, aironi, marzaiole e cavalieri d'Italia.

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  • Polizia Indirizzo: Via Ottocento Martiri
  • Polizia Telefono: 0836801735
  • Infopoint Indirizzo: Piazza Castello c/o Castello aragonese – Porto c/o Via del Porto
  • Infopoint Telefono: 0836801436
  • Proloco Indirizzo: Via per Minervino, Porto Badisco
  • Proloco Telefono: 0836811640


Nel punto più a est della costa adriatica, porta verso l’oriente, giace la meravigliosa Otranto, la città dei Martiri. La cittadella fortificata, con le sue mura, i suoi vicoli, il possente castello aragonese e una delle cattedrali più suggestive di tutta la Puglia, trasudano storia e cultura. Se a questo si aggiunge un territorio densissimo di valori naturalistici e paesaggistici, coste e panorami mozzafiato, e un mare stupendo, ogni altra parola rischia di risultare inutile retorica. Otranto va raccontata ma soprattutto vissuta.   







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Nel punto più a est della costa adriatica, porta verso l’oriente, giace la meravigliosa Otranto, la città dei Martiri. La cittadella fortificata, con le sue mura, i suoi vicoli, il possente castello aragonese e una delle cattedrali più suggestive di tutta la Puglia, trasudano storia e cultura. Se a questo si aggiunge un territorio densissimo di valori naturalistici e paesaggistici, coste e panorami mozzafiato, e un mare stupendo, ogni altra parola rischia di risultare inutile retorica. Otranto va raccontata ma soprattutto vissuta.