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Altre Informazioni

  • Siti Archeologici:
  • Abitanti: <5000
  • Localizzazione: Entroterra
  • Localita:
  • Botrugno:

    Botrugno reca impresso, nel suo toponimo, il ricordo di terre coltivate a vite e dedite alla produzione del vino: il termine greco "botrumai" si riferisce infatti alla produzione dei grappoli d'uva. Di questa natura bucolica è rimasto oggi un territorio ubertoso, caratterizzato dalle distese di olivo e dalle quercete del Parco dei Paduli. Il centro storico di Botrugno, raccolto attorno alla nuova e centralissima piazza Indipendenza, vi...

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    ... sorprenderà.   Il piccolo centro e l’itinerario delle chiese. Botrugno si presenterà con il suo biglietto da visita: il suggestivo scorcio del viale dei Pini. Percorrendolo, a piedi o in bicicletta, potrete raggiungere la centrale piazza Indipendenza, dominata dal Palazzo Marchesale con il suo suggestivo giardino. Costruito dai Maramonte e poi passato ai Castriota e ai Guarino, il Palazzo Marchesale si distingue per la maestosa balconata che ne occupa quasi interamente la facciata. La struttura, originariamente in stile barocco, ha subito un rimaneggiamento nel corso del Settecento e un ulteriore intervento nel 1926.  Le numerose chiese del borgo sono state edificate tra il XV e il XX secolo. La più affasciante è forse la Chiesa della Madonna di Costantinopoli, uno scrigno barocco ricco di numerose soprese. Sull'altare maggiore è collocato un grosso monolite coperto da un affresco trecentesco raffigurante la Madonna di Costantinopoli con il Bambino, nell’atto di benedire secondo il rito greco. La chiesa custodisce anche la tomba cinquecentesca del feudatario Raffaele Maramonte. Altra chiesa di pregio è quella dello Spirito Santo intitolata al culto di Sant’Oronzo, patrono della città. Man mano che ci si allontana dal centro si incontrano la Chiesa della Madonna dell’Assunta, la Chiesa di Santo Solomo, la Cappella della Madonna del Carmine e la Cappella della Madonna della Serra, quest’ultima edificata dall'ANAS nel 1962 in sostituzione di un edificio settecentesco semi-ipogeo edificato dalla famiglia feudale dei Castriota. Le edicole votive e le costruzioni a secco. Botrugno conserva uno degli aspetti più intimi della religiosità e della devozione delle popolazioni salentine: le edicole votive, piccole nicchie ricavate nei prospetti delle abitazioni e dei muri di confine contenenti affreschi o statuette di santi. Quelle ancora presenti in città sono databili a partire dal XVIII secolo. Fuori dall'abitato si segnalano l'edicola di Sant'Oronzo, realizzata nel 1877 e posta sul portale di un omonimo giardinetto, e la Specchia di Montalto. Quella che oggi appare come un enorme ammasso circolare di pietre calcaree, rivela la presenza di un’antichissima struttura probabilmente con funzioni di vedetta. Le sue origini, forse neolitiche, sono incerte come quella delle altre specchie presenti nel territorio salentino.     Tra i vasti oliveti e le quercete del Parco dei Paduli. La parte meridionale del territorio di Botrugno rientra nel Parco dei Paduli, una vasta area rurale posta al centro del Basso Salento caratterizzata da un vuoto insediativo e da estesi e maestosi uliveti frammisti a splendidi esemplari di quercia. In questa porzione della campagna di Botrugno vi imbatterete nella c.d. “avisu” (una voragine di origine carsica), nei tradizionali muretti a secco e nelle costruzioni in pietra tipiche della civiltà contadina. Il tutto è compreso nel Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli, sorto nel 2003 con il coinvolgimento dei comuni di San Cassiano, Supersano, Surano, Nociglia, Botrugno, Scorrano, Sanarica, Giuggianello, Maglie e Muro Leccese. Il progetto di una rete tra i centri del Parco si pone l’obiettivo della salvaguardia e della valorizzazione del territorio, anche attraverso la difesa della funzione economica dell’attività agricola, che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest'area. 

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  • Polizia Indirizzo: Piazza Indipendenza, 4
  • Polizia Telefono: 0836992213
  • Proloco Indirizzo: Piazza Indipendenza, 4


Botrugno reca impresso, nel suo toponimo, il ricordo di terre coltivate a vite e dedite alla produzione del vino: il termine greco "botrumai" si riferisce infatti alla produzione dei grappoli d'uva. Di questa natura bucolica è rimasto oggi un territorio ubertoso, caratterizzato dalle distese di olivo e dalle quercete del Parco dei Paduli. Il centro storico di Botrugno, raccolto attorno alla nuova e centralissima piazza Indipendenza, vi sorprenderà.  







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Botrugno reca impresso, nel suo toponimo, il ricordo di terre coltivate a vite e dedite alla produzione del vino: il termine greco "botrumai" si riferisce infatti alla produzione dei grappoli d'uva. Di questa natura bucolica è rimasto oggi un territorio ubertoso, caratterizzato dalle distese di olivo e dalle quercete del Parco dei Paduli. Il centro storico di Botrugno, raccolto attorno alla nuova e centralissima piazza Indipendenza, vi sorprenderà.